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Crisi Fiat : a Pomigliano e' piu' dura
Di Annalisa (del 18/12/2008 @ 02:00:00, in In Italia, linkato 7040 volte)

 
Nello stabilimento FIAT di Pomigliano d' Arco la crisi e' piu' dura che negli altri. Ricevo e pubblico volentieri due comunicati al riguardo, quello di Gerardo Giannone, segretario PDCI e quello dei Cobas relativo al licenziamento di Mimmo Mignano e all'istituzione della Cassa di Resistenza.
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LA FIAT A POMIGLIANO FARA' UN MESE DI CASSA INTEGRAZIONE IN PIU' RISPETTO AGLI ALTRI SITI.
SI RITORNA IN FABBRICA IL 9 FEBBRAIO ANZICHE IL 12 GENNAIO.
 
dichiarazione stampa del segretario del PdCI Fiat GIANNONE GERARDO:
 
Il sito industriale di Pomigliano ( Fiat ) si estende su 6Km quadrati conta ben 8000 dipendenti tra diretti e indiretti. Insomma ogni comune della provincia napoletana ha almeno un abitante che lavora alla Fiat. Inoltre quel sito nel bilancio consuntivo del 2007 ha prodotto circa 175mila auto per un valore commerciale di quasi 3,5 miliardi di euro.
I dipendenti della Fiat di Pomigliano versano mensilmente circa 12 milioni di euro nell'economia locale attraverso le spese di rutin ( cibo, vestiario, bar, ristoranti, giochi, telefonia, acqua, luce, gas, spazzatura, mutuo, fitto etc..) inoltre gli stessi versano mensilmente per quanto concerne l'IRPEF REGIONALE circa 184mila euro e circa 80mila euro nelle casse dei vari comuni come addizionale comunale IRPEF.
Si evince dai dati sovra esposti quanto conta avere una fabbrica così importante per la nostra fragile economia. Lo stabilimento della Fiat di Pomigliano all'inizio del 2008, precisamente nei mesi di gennaio e febbraio é stato chiuso alla produzione per effettuare un reastailyng tecnologico per le infrastrutture e formativo per gli operai.
Questa chiusura per due mesi ha visto una esposizione della casa Torinese per ben 110 milioni di euro, ottenendo come risultato un netto miglioramento sulla qualità del prodotto e una professionalità maggiore dei dipendenti.
A luglio di quest'anno la Fiat ci ha chiesto di effettuare 5 settimane di ferie invece delle normali 3, per evitare la cassa integrazione.
Invece abbiamo effettuato:
1.       settembre 2 settimane di cassa
2.       ottobre 3 settimane di cassa
3.       novembre 4 settimane di cassa
4.       dicembre 3 settimane di cassa
 
Insomma mentre gli altri siti hanno lavorato fino al 12 dicembre per poi ritornare il 12 gennaio (M IRAFIORI RITORNA IL 19 GENNAIO ESCLUSA LA LINEA DELL'ALFA MITO) noi abbiamo lavorato solo dal 1 al 5 dicembre per avere stamattina la notizia che torneremo il 9 febbraio. Questo quadro così desolante esce fuori dal fatto che mentre Cassino produce 3 modelli nuovi (CROMA, BRAVO EDELTA) e altri siti comunque hanno modelli nuovi come MITO e restailyng di altri, noi produciamo ancora l'Alfa 147 che sta da 9 anni sul mercato e l'Alfa 159 che seppur sta da soli 3 anni sul mercato é però destinata ad una clientela di alto reddito. La futura ALFA 149 (sostituirà l'attuale 147) sembra che venga assegnata a Cassino mentre per Pomigliano non si prospetta niente di nuovo all'orizzonte. Marchionne tra pochi giorni dovrebbe convocare le parti a Roma per presentare il piano triennale ( 2009-2010-2011 ) e dunque assegnare le missioni produttive, sembra che per Pomigliano se ne riparlerà a giugno 2009.
Ritengo la cosa molto preoccupante e credo che se non ci sia un movimento Campano a sostegno di una vertenza PRO POMIGLIANO il sito rischia di ridimensionarsi.
Inoltre il fatto che i 300 contratti di apprendistato presenti in fabbrica lavorino fino a marzo e che poi da marzo in poi facciano anche loro cassa integrazione ( vedi ultimo decreto anti crisi varato dal governo ) non é un segnale ben augurante.
Tengo a precisare che a Pomigliano già hanno perso il posto più di 120 operai con contratto termine ( vedi Pellegrini, società che fornisce la mensa e alla Sirio società che sorvegila il sito ) e che le 27 aziende fornitrici rischiano di avere ripercussioni ancora più gravi (l'indotto esterno conta circa 3000 addetti ).
Mi auguro che al più presto nasca un fronte compatto a sostegno del sito industriale campano e che il governo la smetta con proclami inutili ma che diventi realmente incisivo per la salvaguardia dei posti di lavoro.
Troppe volte ho detto che Pomigliano rischiava, la crisi ha accentuato il rischio per Pomigliano, bisogna subito mettere in moto un meccanismo a difesa dei lavoratori che con 850 euro mensili e con il rischio di perdere il lavoro non possono stare.
Concludo ricordando le tante iniziative da noi proposte ed effettuate per mettere in risalto quello che sta succedendo a Pomigliano e spero che da oggi ci sia uno spirito comune ad unirci e non più divisioni di appartenenza.
fiat lì 16 dicembre 2007
Giannone Gerardo     
 
Comunicato Cobas
 
SOSTENIAMO MIMMO MIGNANO E I LICENZIATI ,
ISTITUITA LA CASSA DI RESISTENZA
Dopo lo sciopero allo stabilimento Fiat di Pomigliano e la
riuscita assemblea ai cancelli in seguito al licenziamento politico del delegato RSU-Cobas Mimmo Mignano (vi hanno partecipato le organizzazioni del sindacalismo di base , la rete 28 aprile,i movimenti sociali della Campania ), abbiamo istituito una CASSA DI RESISTENZA CONTRO I LICENZIAMENTI.
 
In queste ultime settimane la Fiat in particolar modo, si  é distinta per aver colpito diversi lavoratori ed Rsu a Melfi, Termoli e Pomigliano, nel tentativo di azzerare il conflitto liquidandogli attivisti scomodi. Al di là  dei pretesti aziendali, questi lavoratori sono stati colpiti perché sono un punto
di riferimento certo per i diritti e le necessità dei lavoratori.
La CASSA DI RESISTENZA CONTRO I LICENZIAMENTI vuole quindi essere lo strumento di sostegno materiale e politico per i lavoratori impegnati,come Mimmo Mignano e altri, contro la precarietà , gli incidenti del lavoro, le politiche antisociali e concertative .
La resistenza contro i licenziamenti e l’ illegalità  padronale si realizza con il mutuo soccorso.
Adoperiamoci per garantire il salario sociale ai licenziati impegnandoci nelle sottoscrizioni e collette mensili.
La solidarietà éun atto concreto di condivisione.
 
Se si intende utilizzare il bonifico bancario , l’ntestazione è Cassa di Resistenza contro i Licenziamenti,le coordinate bancarie sono:
 
IBAN IT72 Z010 1003 4250
4120 0000 817
sanpaolo banco di napoli filiale 00125
Cobas Lavoro
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