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A Sud aderisce allo sciopero
Di Annalisa (del 11/12/2008 @ 08:00:00, in In Italia, linkato 464 volte)

Pubblico qiui di seguito l'adesione dei compagni e delle compagne di A Sud. Una splendida sintesi di quella che è la situazione nel  nostro paese e dei motivi per cui non si deve abbassare la guardia nè domani, nè in futuro...
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A Sud ha deciso di aderire e di sostenere lo sciopero generale indetto dalla CGIL e dai sindacati di base. La nostra non è solo una scelta dettata dalle necessità di promuovere politiche di sostegno alla piena occupazione (alla quale l'intero sistema economico e politico ha rinunciato come se fosse fisiologico e naturale una situazione di sfruttamento e precarietà), di sostegno al reddito, di sostegno e di rafforzamento del welfare, di difesa dei beni comuni e dei saperi, a partire dall'acqua e dalla scuola pubblica. Non ci sono solo queste necessità che ci porteranno in piazza domani, di per se già fondamentali, né tantomeno la crisi economica e sociale che spinge il paese sempre più in basso facendolo retrocedere fin nei suoi istinti di pancia.
 
Quello che domani ci porterà in piazza è più di ogni altra cosa la necessità urgente di difendere la democrazia nel nostro paese, ormai fortemente a rischio. Un paese sempre più anormale in cui il presidente del consiglio pidduista attraverso il suo incontenibile potere economico e mediatico sta disarticolando le basi sulla quali la Repubblica è stata fondata, smontando pezzo a pezzo quel senso comune che permette ad un paese di farsi patria per motivi più alti dei colori di una bandiera. Un paese vittima del mal governo e dell'affarismo mafioso che lo stesso mal governo impone. Un paese in balia di una classe dirigente confindustriale che sembra sbarcata dalle navi del tempo della colonia e che con piglio arrogante e triviale pensa di continuare a trattare milioni di lavoratori come merci da utilizzare alla bisogna. Un paese che ha dichiarato guerra al lavoro nel senso più letterale, producendo in maniera fisiologica tre morti al giorno nonostante gli appelli ipocriti e sterili delle più alte cariche dello stato. Un paese in cui l'opposizione parlamentare gioca ancora ad operazioni di ingegneria istituzionale rimanendo silente, imbelle ed incapace persino quando si tratta di difendere la stessa Carta Costituzionale, figurarsi i suoi valori. Un paese nel quale per la prima volta la sinistra istituzionale diventa extraparlamentare dimostrando tutta la sua fragilità nel ricomporsi e che appare ancora incapace di un progetto politico alternativo alle destre. Un paese nel quale giornalmente si riducono i diritti e gli spazi del dissenso, dove la protesta viene criminalizzata ed alcuni ex presidenti suggeriscono addirittura apertamente come ridurre ulteriormente questi spazi attraverso operazioni sporche e fuori dalla legge. Un paese nel quale se sei immigrato inizi ad aver paura di essere aggredito ad un bar solo per il colore delle tua pelle, mentre se sei uno studente di sinistra temi di essere accoltellato da decine di bande fasciste che girano a piede libero con la copertura della polizia, dei servizi e di alcune forze politiche. Le stesse forze politiche che hanno promosso gli autori della macelleria commessa dalle forze dell'ordine nelle strade di Genova durante il G8, mentre un ragazzo ucciso con un colpo in fronte ancora aspetta giustizia, insieme a migliaia di cittadini e cittadine brutalmente picchiati ed in alcuni casi persino torturati. Un paese nel quale la magistratura subisce attacchi ogni giorno se tenta di far si che la legge sia uguale per tutti. Un paese sempre più a reti unificate ed imbellettato da una sub cultura dozzinale quanto povera. Un paese in cui è in atto una vera e propria rivoluzione conservatrice che sta seppellendo la sua memoria, al punto da aver dimenticato persino i suoi partigiani e le centinaia di migliaia di donne e uomini morti per darci libertà e giustizia.
 
Davanti a questa situazione ed alle minacce concrete e già reali che si manifestano nelle vite di ognuno di noi, pensiamo che sia oggi più che mai opportuno generalizzare lo sciopero e scendere in piazza per riprenderci la possibilità di immaginare e costruire un futuro diverso.
 
 
Le compagne e i compagni di A Sud