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Uribe ammette che la polizia ha sparato sugli indigeni che partecipavano alla marcia
Di Annalisa (del 24/10/2008 @ 00:47:58, in Colombia, linkato 785 volte)

uno dei due giovani indigeni assassinati martedì

Álvaro Uribe è stato costretto ad ammettere ieri che la polizia ha usato armi da fuoco contro la folla, di fronte al video della CNN che mostra inequivocabilmente un poliziotto della ESMAD  (Escuadrón Móvil Antidisturbios)  nell’atto di sparare  contro un obiettivo non ben identificato durante la protesta di martedì scorso organizzata dalle comunità indigene e contadine  nel sud del paese. Il  CRIC ( Consejo  Regional Indígena del departamento del  Cauca ) ha denunciato la morte   di due indigeni di etnia Paez avvenuta durante la marcia  che si stava svolgendo lungo la strada Panamericana e indicando come responsabili degli omicidi proprio i membri della Polizia che si trovavano sul luogo.
 
Il presidente colombiano, nel corso di una  conferenza stampa ha  negato  tuttavia che gli spari dei poliziotti abbiano causato morti e afferma invece che i due decessi sono avvenuti mentre gli indigeni stavano maneggiando esplosivi.
Versione che tra l’altro sarebbe in contraddittorio con quella fornita da questo video:
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nel quale un colonnello della Polizia immediatamente dopo il decesso delle due persone conferma che questo è avvenuto per arma da fuoco ma fornisce una  versione secondo la quale a sparare sarebbero state persone che si trovavano tra la folla dei partecipanti alla marcia.
Versioni discordanti che dimostrerebbero confusione, incapacità e nervosismo nel gestire una protesta che si sta ingigantendo sempre di più.
 
Intanto si fanno sentire pesantemente anche le condanne a livello internazionale delle continue violazioni dei diritti umani commesse dal governo colombiano e della criminalizzazione e repressione delle legittime proteste del popolo.
 
La F.I.D.H. (Federazione Internazionale dei Diritti Umani) in un recente documento ha espresso una condanna durissima per quanto sta avvenendo in Colombia ed ha manifestato “profonda preoccupazione” tra l’altro di fronte alle “denunce della presenza di civili armati protetti dalla polizia che sparano ai manifestanti dalle colline, così come per gli atti di barbarie commessi da elementi dell’ESMAD, i quali hanno ferito gravemente un indigeno con il machete, lasciandolo varie ore ferito senza permettere l’accesso ai mezzi di soccorso”.  
 
Alcuni parlamentari europei invece, tra i quali l’onorevole Vittorio Agnoletto,    hanno espresso pubblicamente condanna,  tramite una dichiarazione parlamentare,   della repressione del movimento indigeno e sindacale che sta avvenendo in questi giorni nel paese.