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Venezuela y ley habilitante
Di Annalisa (del 03/02/2007 @ 11:34:40, in Venezuela, linkato 966 volte)

In Italia la diffamazione a mezzo stampa é punita dall'articolo 595 del Codice Penale che recita: "Se l'offesa é recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicitá, ovvero in atto pubblico, la pena é della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a lire un milione" (da aggiornare ad euro - ndr).

Ció premesso, continuamente su stampa e televisione venezuelana leggiamo ed ascoltiamo notizie false, tendenziose e diffamatorie. Questi media, ripresi dai suoi alleati all'estero, vogliono far apparire Chavez come un dittatore. La scusa, adesso, é la cosidetta Legge Abilitante per la quale il Presidente del Venezuela, in questo caso Hugo Chávez, avrá podestá legilativa in alcune materie.

C''e da dire che queste leggi comunque dovranno essere ratificate dal Parlmento. Inoltre, non c'é assolutamente niente di dittatoriale; noi, in Italia abbiamo la stessa figura: i decreti legge. I decreti legge sono presenti, con nomi differenti (chi ha studiato diritto costituzionale comparato conosce la materia) in tutte le costituzioni democratiche del mondo. I decreti legge altro non sono che la possibilitá per il governo di legiferare, in eccezione alla Legge che prevede la podestá legislativa riservata al Parlamento. In Venezuela prendono il nome di Ley habilitante. Siamo di fronte alla stessa figura giuridica.

E' vero che in italia a volte si criticano i governi per l'uso eccessivo di questa figura, peró nessuno si permetterebbe di paragonare il presidente del Consiglio di turno che utilizza i decreti legge, a Hitler, come succede in Venezuela. La copertina che mostriamo é del giornale "Tal Cual". Una copertina del genere, in Italia avrebbe provocato dibattiti a non finire. Diffamare il presidente del Consiglio in tale modo avrebbe comportato non solo le pene di cui all'articolo corripondente del Codice Penale, ma conseguenze ben piú pesanti per il giornale colpevole di una simile diffamazione.

Secondo questi media, Il Venezuela sarebbe il paese della dittatura, il paese della repressione della libertá di stampa. La veritá, sotto gli occhi di tutti, é che in questo paese manca l'apparato giudiziario. I media possono dire tutto e di piú, con la piú assoluta impunitá fino al punto di permettersi di confessare in diretta di essere attori protagonisti di un colpo di stato e continuare a trasmettere anno dopo anno. Immaginate in italia, una televisione implicata in un fallito colpo di stato? Cosa gli succederebbe? Pensate che starebbe ancora in linea? Si accusa il governo Chavez di voler chiudere le televisioni! Negli otto anni di Governo Chávez (meno 47 ore di dittatura; é bene non dimenticarlo) le uniche televisioni silenziate sono state VTV, la televisione dello Strato ed una piccola televisione privata di nome Catia TV; entrambe silenziate dal breve governo del dittatore Carmona e suoi complici (nella fattispecie il sindaco di Caracas, Alfredo Peńa).

La copertina in questione ha provocato la reazione, non solo nostra, ma anche di giornalisti seri ed obiettivi come Piero Armenti, giornalista de La Voce d'Italia, giornale notoriamnte vicino alle posizioni dell'opposizione, che nel suo Notizie da Caracas, titola "TEODORO PETKOFF E' IMPAZZITO"