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Il Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia di Corleone non sarà sfrattato dal sindaco Iannazzo.
Di Annalisa (del 12/01/2008 @ 22:08:28, in Anti-mafia, linkato 4192 volte)

La mafia, lo ripeto ancora una volta, non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione.
Giovanni Falcone
 
 
Tempo fa scrissi questo articolo raccontando che il  Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia (C.I.D.M.A)  di Corleone stava per essere sfrattato dai locali di cui usufruiva con un contratto di comodato d’uso gratuito, niente di meno che dallo stesso sindaco del paese  Antonio Iannazzo, e soprattutto denunciando il poco spazio (appena un trafiletto)  che il fatto  aveva occupato su la Repubblica,  mentre poco più di metà della  pagina era dedicata alla notizia   del sesso sfrenato che i giocatori di una squadra di serie A elvetica avevano fatto con una quindicenne e l’altra metà alla pubblicità della WIND.
Nel mese di settembre dello scorso anno, l’amministrazione comunale (di centro destra) di Corleone,  appellandosi all’articolo 12 dell’ordinamento comunale (secondo cui “se… durante il termine convenuto sopravviene un urgente ed imprevisto bisogno al comodante, questi può esigere la restituzione immediata…”) con la delibera n. 237 del 17.09.97  firmata dallo stesso Iannazzo, intimava lo sfratto al Centro, dando come ultimatum il 4.10.2007.
Il Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia fu inaugurato nel 2000 dall’allora presidente Carlo Azeglio Ciampi e finanziato con i fondi messi a disposizione dalla convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità transnazionale. Sono conservati in esso i faldoni del maxi processo a Cosa Nostra istruito nel  1986 da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Oggi, a conferma e come aggiornamento sui fatti,  ricevo  dal  Presidente del Centro, D.ssa Paola Miata e pubblico volentieri quanto segue:
“In data 25/09/07 il sindaco Nino Iannazzo con l'Amministrazione 
Comunale ha deliberato la revoca del contratto di comodato del 
15/06/2006 con cui il Comune
aveva concesso al C.I.D.M.A in comodato d'uso gratuito , per la durata
di 9 anni, i locali di San Ludovico.Con la delibera il Sindaco
chiede, entro il termine perentorio di 7 giorni la restituzione dei
locali assegnati.
Il C.I.D.M.A tramite un suo legale, ha impugnato la delibera e ha 
fatto ricorso al TAR di Palermo che ha lo ha dichiarato inammissibile 
poichè,
secondo la sentenza citata, il Comune non ha alcun potere di
esercitare in via amministrativa il preteso recesso dal comodato e
quindi di richiedere il rilascio.”
Se la notizia che il TAR ha accolto il ricorso del C.I.D.M.A  non può che rallegrarci, rimane lo sconcerto sull’ambiguità del Sindaco Iannazzo ,che se da una parte salva la faccia presentandosi ai concerti antimafia sottobraccio all’Associazione Libera, dichiarando che “questo è un modo più produttivo per coinvolgere i ragazzi e farli ragionare sul problema della mafia”,  nei fatti  lui trova invece altri modi altrettanto produttivi per ammiccare a quella stessa mafia che dice di voler combattere.
“La mafia non è un cancro proliferato per caso....”