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Rafael Correa con i familiari degli studenti messicani massacrati a Sucumbíos
Di Annalisa (del 27/02/2010 @ 23:25:08, in Messico, linkato 355 volte)

 
Giunge proprio in queste ore la notizia che il governo messicano  si è espresso negativamente rispetto alla richiesta avanzata dalla Magistratura dell’Ecuador dell’estradizione di Lucía Morett. 
Rafael Correa nel suo incontro con i familiari degli studenti messicani e con il papà di Lucía aveva espresso il suo parere contrario a questa  stessa richiesta ma aveva anche detto di non poter far nulla in quanto nel paese vige una netta separazione dei poteri. 
La decisione del governo messicano,  resa nota tramite il ministero degli Affari Esteri,  rappresenta un grande successo per  l’Associazione dei Genitori e Familiari delle Vittime di Sucumbíos che da due anni conduce con dignità e convinzone  una dura battaglia anche con lo scopo di portare al banco della giustizia internazionale i responsabili di quel massacro.
I familiari dei giovani studenti messicani e i genitori di Lucía Morett non sono mai stati soli in questi 24 mesi di mobilitazione costante, la Limeddh (Lega Messicana per la Difesa dei Diritti Umani) li ha sempre appoggiati e sostenuti nella loro lotto contro l’impunità, così come molte associazioni e singoli cittadini in tutto il mondo. La Campagna Permanente Cada Uno por la Justicia continuerà fino alla condanna dei responsabili materiali e intellettuali di quella carneficina..
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Nella foto il presidente ecuadoriano Rafael Correa, riunitosi a Playa del Carmen con i familiari degli studenti messicani deceduti a Sucumbíos (Ecuador) e con il papà dell’unica sopravvissuta Lucía Morett.
 
Correa ha affermato che i cinque giovani messicani e Lucía Morett sono stati “vittime” e non “carnefici” e non devono essere diffamati per essersi trovati in quel luogo.
 
“Se si fosse trattato della morte di  cinque giornalisti , che scandalo sarebbe stato! Ma erano cinque studenti messicani, universitari, semplici ... allora sì sono cinque guerriglieri che meritano la fine che hanno fatto” ha affermato Correa al quotidiano La Jornada.
I cinque giovani rimasero uccisi durante l'attacco dell'esercito colombiano a un campamento delle FARC a Sucumbíos (Ecuador) compiuto in violazione di trattati internazionali con l'appoggio di mezzi della forza aerea statunitense allora presenti nella base di Manta in Ecuador. Durante l'attacco morirono una ventina di guerriglieri tra i quali uno dei leader della guerriglia Raúl Reyes. Lucía Morett e due guerrigliere colombiane Susana e Diana  sono le uniche sopravvissute.